[RECENSIONE] Battesimo del fuoco per i Rootical Foundation. Arriva “Human Rights”

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Periodo di grandi produzioni reggae in Italia, che continua a confermarsi tra i migliori focolai in levare del mondo.

Questa è la volta dei Rootical Foundation, gruppo milanese che, nato nell’autunno del 2003, ha già all’attivo un’altro disco, “Ri-uscire”, per African Child Records. Il disco, seguito dai controlli di PieroDread della Franziska Family, segna l’ingresso dei Rootical Foundation nella scena reggae italiana.

Ma è successivamente all’uscita di “Ri-uscire” che il gruppo trova la vera essenza di sè, confrontandosi con innumerevoli live, collaborazioni e, soprattutto, con i ritmi new roots in arrivo dal mondo. E’ così che, dopo un lungo lavoro in studio, sempre seguito dal mitico PieroDread, nasce “Human Rights“, album che definisco il “battesimo del fuoco”, poichè fissa una volta per tutte su disco lo stile della band.

Dal groove decisamente penetrante e dal sound più maturo, “Human Rights” è un disco destinato all’ascolto attento. Si tratta infatti di un concept album dedicato, come si evince dal titolo, al tema dei diritti umani in pieno stile conscious. Colorati da backing vocalist femminili, che a tratti diventano vere protagoniste musicali, che disegnano un perfetto new roots, i Rootical Foundation ci accompagnano attraverso un viaggio fatto di reggae e sentimenti profondi.

E si inizia quindi con una breve intro a cappella, Neva give up the fight, che ci invita a non arrenderci mai di fronte alla lotta per i diritti umani. Ed è l’ammonizione di No Justice No Peace a darci il LA per rendere il giusto merito all’interpretazione del disco. Si arriva così alla title track, Human rights, deliziosa collaborazione con Raphael degli Eazy Skankers, altra promessa del reggae italiano. Ma è Rumors of War ad infiammare musica e liriche dell’album con un suono caratterizzato da percussioni molto picchiate che ricordano molto le trincee di altri tempi; del resto, il titolo parla chiaro. Si cambia aria, a questo punto, con i ritmi un po’ più rocksteady di Precious Queen per poi ricadere immediatamente nella tentazione del roots reggae con It’s sipple out deh, in quello che sembra tutto un omaggio al grandissimo Max Romeo che, d’altronde, con queste parole dedicava guerra a Babilonia. Giunti a metà della riproduzione, si continua su questa falsa riga; si fa sentire PieroDread nella collaborazione titolata Many as one degnamente seguita dalla chune Reggae Cure (una delle linee di basso più belle al momento, ndr 😉 ) Il viaggio meditativo è a questo punto interrotto dal ricordo della schiavitù in cui si ritrova a vivere l’uomo contemporaneo, scandita dai ritmi dancehall di Contemporary slavery. Ma è da questa presa di coscienza che avviene la svolta. L’istruzione, l’informazione è la chiave per un futuro migliore. Queste le parole cantate in collaborazione con Sun Sooley in The Key (Education). Il disco si chiude con il sapore Nyabinghi di Just a man per poi lasciarci alle ultime tre tracce, Rumors of dub, No Justice No Dub e Dub Cure, tre dub version veramente ben fatte di altrettante tracce già commentate.

Indubbiamente un grande lavoro per i Rootical Foundation a cui vanno tutti i nostri complimenti per il modo in cui è stato affrontato il tema, di per sè molto delicato.

People united in One Love!

(Claudio Azzarello)

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