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Palermo: “Musiche dall’Isola” – Sicilia fra suoni antichi e panorami orchestrali – Intervista a Giampiero Amato –

Palermo, capitale della cultura 2018 non si fa mancare veramente niente, l’arte espressa in tutte le sue forme e quell’aria di identità siciliana che scorre nelle vene di ogni siciliano. La musica colonna sonora della vita di ognuno di noi (o almeno per molti di noi) è anch’essa presente all’interno di questo circuito di Palermo capitale della cultura 2018. “Musiche dall’Isola” – Sicilia fra suoni antichi e panorami orchestrali è il titolo del concerto che si terrà a Palermo il prossimo 21 luglio alla Galleria d’Arte Moderna a Palermo. Tanti i musicisti che si esibiranno con l’orchestra sinfonica siciliana, tra cui il cantautore Giampiero Amato. 

Il concerto

Il concerto introduce la nuova stagione di Palermo Classica, 8° Festival Internazionale Arte & Musica. Ideato da Francesco Maria Martorana, le “Musiche dall’Isola” raccontano una terra, la Sicilia, e il suo porto, Palermo – Capitale Italiana della Cultura 2018. La compagnia musicale Tango Disìu, ambasciatori del Mare e messaggeri di conoscenze lontane fra antichi suoni della musica siciliana, unito a panorami orchestrali segnano il punto d’approdo – di mare, di terra o dell’anima – un luogo d’incontro per eccellenza; per la musica e per la Vita.

Il cast

Una ensamble ricca di elementi con strumenti musicali poco conosciuti, porterà il pubblico all’interno di un mondo antico per certi versi ma moderno di fatto poiché nella musica il tempo è importante si ma non quello che scorre sulle vite di tutti. E così: Francesco Maria Martorana (direttore artistico e chitarrista), Alessio Tarantino (percussioni mediterranee), Claudio Iandolino (basso acustico), Paolo Sorge (chitarra), Gaetano Motisi (Sassofoni), Michelangelo Balistreri, Francesca Amato (voce), Giampiero Amato (voce, fisarmonica, zampogna a paro e friscalettu), Nino Nobile (mandolino), Roberta Sava (voce), Paolo Zarcone (cantastorie), Andrea Mancuso, Mario Cascio (voce), Alessia Di Maria (voce) e Silvia Frittitta (voce), porteranno sul palco, musiche e memorie dal “Corpus di musiche popolari siciliane” di Alberto Favara e composizioni originali di Ignazio Buttitta, Rosa Balistreri. Ma non solo perché verranno eseguiti anche brani inediti composti da alcuni dei musicisti che si esibiranno quella sera.

Francesco Maria Martorana, Direttore Artistico
Alfio Antico, Special Guest
Giuseppe Vasapolli, Orchestrazioni
Mauro Visconti, Direttore
Tango Disìu – le Musiche dei Porti, Gruppo

Un musicista tra cielo e mare

No non è una battuta ma è la carta di identità di Giampiero Amato. Giovane siciliano, originario della

Giampiero Amato: cantautore e polistrumentista

provincia di Trapani, per l’esattezza Calatafimi Segesta tuttavia madonita d’adozione, nel corso della sua infanzia si è spostato da sud a nord della penisola, trovandosi anche a fare i conti con l’emigrazione dalla terra natia. Ritornato in Sicilia, ha amplificato e fatto sue, quelle che sono state da sempre le sue passioni: il canto e la musica. 

La sua passione per la musica però nasce nel periodo dell’emigrazione al nord Italia, trasmessa dalla propria famiglia, ed è proprio in quei luoghi che il giovane Giampiero scopre tutto il suo amore per la Sicilia, tanto da farne il centro della sua vita e della sua arte. 

Cresciuto dunque in un ambiente musicale, Giampiero grazie alla famiglia ha appreso fin da subito quella che era la musica popolare napoletana ascoltata dai genitori. Così iniziando come un gioco, inconsapevolmente stava per far nascere in lui quella che poi diventerà la sua ragione di vita: la musica, anzi, a detta sua: “io vivo per la musica e lei a sua volta mi fa fa vivere”. 

Giampiero: vogliamo farti alcune domande, possiamo ? 
Giampiero Amato con la sua “Clelia”

Certo, con immenso piacere !

Perché la musica nella tua vita ?

Io non ho scelto la musica ma essa stesa ha scelto me, non vengo da una famiglia di musicisti, è una cosa che è nata  molto spontaneamente, come l’erba di campo che fa da sfondo ai paesaggi primaverili.

Cos’è il canto per te ? 

Beh, forse hai centrato in pieno! Quando canto mi sento un artigiano è come se quello che cantassi fosse in mano e modellassi con le mani l’interpretazione di quello che vado ad eseguire. Questa è una cosa mia, molto intima.  

Il tuo perseverare ti ha aiutato in quello che fai ?

Credere e perseverare in quello che faccio ha fatto si che mi ritrovassi coinvolto all’interno di un importante progetto a fronte di un concerto-evento: inedito, unico e straordinario nel quale per la prima volta la musica popolare siciliana eseguita con gli strumenti tipici tradizionali incontreranno un’orchestra classica sinfonica 

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