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2 luglio 1897, Guglielmo Marconi brevetta la radio

Sono passati ben 121 anni da quel 2 luglio del 1897. Un giorno ed un anno glorioso, anche per l’Italia, quel giorno di 121 anni fa infatti, Guglielmo Marconi inventò uno strumento che avrebbe dato una svolta nelle telecomunicazioni. La Radio. Possiamo definirlo “l’uomo che inventò il futuro”, oppure semplicemente uno scienziato, fatto sta che ancora la mitica radio è più viva che mai, anzi, gode di ottima salute e tutto questo grazie a Marconi.

Chi era Marconi ?

Figlio di un ricco proprietario terriero, Guglielmo Marconi nasce a Bologna dove cresce e studia, almeno per quelle poche volte. Ebbene si, avete letto bene, Marconi ricevette dapprima un’istruzione “casalinga” (com’era in uso nelle famiglie benestanti di un tempo) e poi frequentò le scuole ma lo fece saltuariamente. Grazie però a quelle lezioni private, il giovane Marconi si appassiona alla fisica anche perché seppur non frequentando l’università, frequenta scienziati di un certo calibro e fu così che dopo aver lavorato insieme ad un “telegrafista”, Guglielmo inizia a pensare ad un “telegrafo senza fili”. Cosa succederà ?

Un: “colpo di fucile”

Durante l’inverno del 1894 Marconi preparò un apparato che mise però in atto nel 1845. Un esperimento che prese il nome dal colpo di fucile che il fratello di Guglielmo sparò quando ricevette il segnale inviato da quest’ultimo. Così la trasmissione mediante onde radio di un segnale a distanza, riuscì perfettamente, nasce dunque la radio, seppur ancora non perfezionata. Ma come sempre, in pochi anzi quasi nessuno credette nell’invenzione di Marconi, così la madre di quest’ultimo lo convinse a trasferirsi in Inghilterra dove mise a punto l’invenzione e brevettandone i primi esperimenti. 

Ieri e oggi

E così da li in poi, Guglielmo Marconi mise a punto e perfezionò ancor di più fino a far diventare la radio quella che oggi è uno strumento fondamentale e probabilmente uno dei mezzi di comunicazione di massa più importante e più utilizzato nel mondo.

Così Marconi: «La mia lunga esperienza mi ha insegnato a non credere a limitazioni fondate su conoscenze puramente teoriche e matematiche le quali, come è noto, sono spesso basate su cognizioni imperfette di tutti i fattori che entrano in gioco. Ho sempre ritenuto opportuno seguire i nuovi indirizzi di ricerca, anche quando questi sembravano, a prima vista, poco promettenti di buoni risultati». Grazie Guglielmo…!!!

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